Storia

DALL’ARCHEOLOGIA DEL PASSATO AL FUTURO POST-INDUSTRIALE

 

In un futuro non remoto, in una foresta di cemento, sinistra nei suoi contorni, si ergeva solenne e silenzioso un antico tempio greco con il suo bel colonnato, i cornicioni ricchi, le epigrafi e i muri di mattoni pieni. Numerose statue ne ornavano il corridoio superiore e un maestoso altare votivo a forma di nave inneggiava a fortunosi viaggi per mete lontane.

Ma il silenzio fu scosso in un’alba densa dai fumi della nebbia mattutina da un fragoroso boato……………….

un aeroplano, come calamitato, precipita rovinosamente sul tempio squarciandone l’anima, l’ala cruenta la trafigge impietosamente.

In un’immagine da futuro post-industriale, i reperti archeologici del passato si mescolano ai reperti archeologici del futuro in un incontro-scontro tra pietra e metallo: l’altare-nave con la sua prua diventa sinuoso e tentacolare in un allegorico abbraccio, le statue silenziose sembrano animarsi in un tentativo disperato di sopravvivenza, l’equipaggio danza inebriato da un alone divino.

Il carico umano del “mostro impietoso”, ora non vaga più quale fantasma attonito nel tempio, ma designandolo a nuova dimora lo trasforma in una seducente “archeologia del futuro”.

 

 

Marilina Pagliara, architetto